E’ iniziata ufficialmente la stagione della Juniores nazionale della S.S.Matelica allenata dal tecnico Fernando Salvetti che sabato è stata impegnata in trasferta col San Sepolcro. Una gara che arriva dopo un’estate di intenso lavoro e nella quale sono stati diversi i cambiamenti messi in atto in cui vivaio in cui la società sta continuando ad investire in virtù di un continuo miglioramento.
Mister Salvetti, com’è stato questo inizio?
“Non benissimo da parte del risultato (2-1 il finale), ma sapevamo che avremmo incontrato una squadra notoriamente forte, ben consolidata, che lo scorso anno è arrivata in finale nazionale. Da parte nostra c’è la volontà di crescere e farlo con continuità e impegno quindi dobbiamo partire da questi aspetti. Siamo tutti 2000, a parte due giocatori del ’99”.
A proposito di questo, quali sono le novità di questa stagione?
“La società ha deciso di anticipare l’età della Juniores per svolgere un lavoro che sia sempre più finalizzato a preparare giovani per la prima squadra. In quest’ottica sono stati inseriti in squadra tutti 2000 e lasciati solo un paio di ’99. Sono stati aumentati gli allenamenti da 3 a 4 più la partita, il che significa avere un’impostazione molto più impegnativa anche per i ragazzi. Tutto per crescere e creare presupposti in prospettiva. Al mio fianco c’è Francesco Ruggeri che lo scorso anno allenava gli Allievi della S.S.Matelica e on noi lavora anche il preparatore atletico Fabio Ciniello. A loro si aggiunge il responsabile dei portieri che si occupa di tutti i portieri del settore giovanile Flavio Favoni. Uno staff di grande pregio insomma che mi mette nelle condizioni di lavorare al meglio ”.
Ciò cosa comporta?
“Che dobbiamo lavorare tanto. Fisicamente, oltre che tecnicamente dobbiamo crescere perché a quell’età un anno di differenza si fa sentire. Per questo in ogni allenamento dobbiamo anche andare oltre il limite”.
Cosa raccomanda alla sua squadra?
“Grande impegno. Dobbiamo divertirci, ma farlo con serietà nel senso che non si tratta di andare a fare una partitella tra amici. La mentalità è tutto ed è ciò che deve fare la differenza soprattutto nel nostro caso. Mi rifiuto di motivare o caricare ragazzi di 17 anni ai quali si chiede di giocare a calcio perché siamo in una società in cui abbiamo tutto a disposizione per lavorare bene”.
Guarda alla prima squadra?
“Quello è il nostro specchio e dobbiamo relazionarci ad essa per fare un salto di qualità. C’è confronto anche con mister Tiozzo. Ogni giovedì facciamo una partitella proprio con la prima squadra ed è un altro modo per entrare a contatto con loro”.