SETTORE GIOVANILE, L’INTERVISTA – Il tecnico Vincenzo Varriale: “Le mie regole: attenzione, applicazione, lavoro e forza di volontà”

 

Ha fatto del calcio la sua vita e, appesi gli scarpini al chiodo, sta trasmettendo ai suoi ragazzi con la stessa passione e intensità con cui calciava il pallone e disegnava le simmetrie a centrocampo i fondamenti di questo sport. Tra le novità di quest’anno del settore giovanile della S.S.Matelica c’è l’allenatore degli Allievi, Vincenzo Varriale, nato a Pozzuoli, in provincia di Napoli il 25 maggio 1969 ha all’attivo quasi 180 partite in serie C, 256 in Serie D e 105 tra Eccellenza e campionati inferiori. Dal 2010 è passato alla panchina allenando gli Allievi e i Giovanissimi del Città di Castello e vincendo i rispettivi campionati, ha allenato nel settore giovanile del Sansepolcro ed è diventato vice campione d’Italia con la rappresentativa umbra.

Mister Varriale quale insegnamento ha tratto da tutti quegli anni da calciatore?

“Se non hai carattere e personalità non puoi fare nulla. Io ho avuto la fortuna di essere allenato da tanti tecnici validi come Claudio Ranieri che per me sono stati un grande esempio”.

A quale allenatore si ispira?

“Nel mio piccolo a Guardiola, adoro il calcio spagnolo e sinceramente a Matelica abbiamo un allenatore come Tiozzo che ha una grande metodologia del lavoro rapportata al suo sistema di gioco e farà strada. Intendiamo il calcio allo stesso modo”.

Quali sono le maggiori difficoltà nell’allenare nel settore giovanile?

“Insegnare ai giovani è una grande responsabilità. Nei grandi, forse, l’aspetto più difficile sta nella gestione del gruppo, mentre nei piccoli devi proprio strutturati in tutto e per tutto e nella tecnica di base”.

L’aspetto che più sta apprezzando di questa nuova esperienza?

“Si è creata un’alchimia preziosa con i ragazzi che alleno e in poco tempo, questa credo che sia una grande forza. A Matelica devo dire che ho trovato una realtà organizzata e strutturata in cui è impossibile non lavorare bene perchè c’è praticamente tutto per farlo. Per questo un doveroso ringraziamento lo devo al resposnabile Virgili, al direttore Maniero e al presidente e la società. Sono molto contento di far parte di questa società verso la quale sento un bel senso d’appartenenza”.

Quali sono i caratteri principali su cui fondare il lavoro?

“Attenzione, applicazione e grande volontà. Mi piace essere un allenatore equilibrato, non sono nè un sergente nè un giullare e devo dire che ho a che fare con ragazzi del 2001 e 2002 molto educati e rispettosi. Quest’anno siamo passati a fare da 3 a 4 allenamenti, è un impegno in più, ma tutti si sno applicati al massimo. In un mese e mezzo hanno compreso a pieno la mia mentalità e sul lungo termine vedremo una bella crescita”.

 

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