E’ il prof. Alberto Virgili a tracciare un quadro delle prime undici giornate in casa Matelica e a spiegare le ragioni alla base della dolorosa quanto necessaria scelta, in un momento così delicato e difficile, di fermare l’attività del Settore Giovanile biancorosso.
Molti addetti ai lavori hanno notato come la squadra sia particolarmente tonica e resti in partita fino agli ultimissimi minuti, in alcuni casi decisivi anche ai fini del risultato. Preparazione fisica, mentalità, resilienza: sono queste le vostre armi?
Il fatto che la squadra non molli mai credo sia una questione più legata all’aspetto caratteriale e alla mentalità che mister Colavitto cerca di trasmettere quotidianamente ai ragazzi. Io cerco solo di fare in modo che possano arrivare nella migliore condizione possibile ad approcciare la partita con un allenamento che li prepari ad una intensità alta e alla resistenza per tutti i novanta minuti e che consenta loro di fare i continui sprint tipici del modello di gara del calciatore. Curiamo molto anche l’aspetto preventivo: lavorare sulla capacità aerobica significa abbassare i rischi di infortunio ed anche questo era un obiettivo primario che ci eravamo posti all’inizio della stagione.
Un’impressione generale su questo primo scorcio del campionato: avversari, livello delle squadre, stadi..
A livello di struttura fisica a impressionarmi è stato il SudTirol, come qualità di squadra tra quelle che abbiamo affrontato cito il Padova, lo stesso SudTirol e per certi versi anche il Modena. Ogni settimana si va a giocare in stadi importanti. Farebbero la differenza se fossero pieni, per ora giochiamo a porte chiuse. A perderci è lo spettacolo, ma sicuramente si gioca con meno pressione.
Lo stop alle attività del Settore Giovanile è stata una scelta dolorosa ma necessaria?
Siamo andati un po’ controcorrente, ma ci è sembrato giusto fermarci per un tempo congruo riferito allo stato di emergenza. Rapportandoci con tanti lavoratori del settore sanitario ci siamo accorti che sono allo stremo delle forze, quindi se in piccola parte, anche indirettamente, possiamo aiutarli non aggravando ulteriormente la situazione, ci mettiamo del nostro. Avendo anche ragazzi da fuori città i rischi erano più alti. Se tra qualche settimana le cose inizieranno ad andare meglio, anche se siamo consapevoli che il virus non sparirà del tutto, valuteremo le condizioni per la ripresa, ma per ora ci sembrato giusto così .